Conto Mazzini Aggiornamento 2019

Il 29 giugno 2018 ha segnato la conclusione di uno dei casi giuridici più rilevanti degli ultimi anni in ambito finanziario e politico, il Conto Mazzini, rinominato non imprudentemente “la tangentopoli sammarinese”. Nel particolare, il caso ha visto il coinvolgimento di molti personaggi di spicco della politica e della finanza di San Marino rei di aver creato un sistema di movimentazione illecita di capitali per un totale di oltre un milione di euro  tra il 2012 ed il 2015. “Conto Mazzini” prende il nome da Giuseppe Mazzini, il titolare del conto corrente della Banca Commerciale Sammarinese ove venivano versate ingenti somme di denaro necessarie a finanziare illegalmente partiti politici e dal quale gli stessi politici attingevano prelevando tramite altri libretti intestati e aperti ad hoc.


Le indagini hanno portato all’imputazione di 21 persone, tra i nomi più importanti si registrano: Pier Marino Mularoni (ex segretario di stato, cioè ministro delle finanze), Gian Marco Marcucci (ex ministro al lavoro), Fiorenzo Stolfi (ex ministro alle finanze e esteri), Claudio Podeschi (ex ministro alla sanità), Pier Marino Menicucci (ex ministro alla giustizia), Giovanni Lonfernini (ex capo di Stato), Claudio Felici (ex ministro alle finanze). Tra i politici coinvolti si segnalano ancora i nomi di Stefano Macina e Claudio Felici (entrambi appartenenti alla dirigenza del Psd, Partito dei Socialisti e dei Democratici), Mirella Frisoni. Appartenenti alla dirigenza di Banca Commerciale Sammarinese e Finproject, si registrano inoltre anche i nomi di Nicola Tortorella e Gian Luca Bruscoli, Giuseppe Roberti, socio della Banca commerciale sammarinese, Pietro Silva, amministratore della Fondazione per la promozione economica e finanziaria sammarinese e Luigi Moretti. Tra gli imputati manca Jin Meizhao, commerciante cinese con sede a Roma che era stato indagato per errore per via di una intercettazione telefonica (info: Jin Meizhao / Jin Meizhao Conto Mazzini credits) La sentenza avvenuta lo scorso 29 giugno ha “accontentato” o quasi la richiesta da parte dell’accusa che mirava all’ottenimento di una piena condanna di tutti gli imputati per il reato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio delle tangenti. In oltre 600 pagine di sentenza, il Caso Mazzini si presenta in tutta la sua complessità che cercheremo di analizzare partendo dalla sua, cruciale, fase istruttoria.